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Si
dà il caso che io sia qui e guardi.
Sopra di me una farfalla bianca sbatte nell’aria
ali che sono solamente sue,
e sulle mani mi vola un’ombra,
non un’altra, non d’un altro, ma solo sua.
W. Szymborska

Possiamo
pensare al nostro corpo come a ciò che, al di là
di ogni contesto e ambiguità possibile, porta in-scritti
i nostri dati emozionali, affettivi, relazionali: quelli che,
più autenticamente, definiscono chi noi siamo, e verso
dove possiamo andare.
L’asse corporeo di ciascuno di noi è proprio ciò
attorno a cui si organizza il nostro mondo, secondo un orientamento;
e lo statuto della nostra corporeità comporta sempre una
prospettiva, che è già un affacciarsi, un protendersi
ogni volta verso una nuova direzione. Ed ecco perché è
sempre il nostro corpo che, vivo e presente, diviene la nostra
prima esperienza di intreccio, di relazione con l’altro.
Dice la filosofa L. Boella: “L’esistenza dell’altro
ci viene incontro… come corpo fisico-organico e come corpo
vivo animato da una vita psichica.” E’ così
che il linguaggio-corpo, ricco di tutte le sue metafore e immagini
e suggestioni, se e quando correttamente interconnesso e integrato
con il linguaggio-parola, diventa una chiave più esatta,
uno specchio fedele e concreto di ciò che c’è,
nel qui e ora di ogni incontro, di ogni scambio, di ogni progetto.
Gli
obiettivi del percorso
Le finalità del percorso di Specializzazione sono quelle
di offrire spunti teorici relativi alla costruzione e alla gestione
di buone relazioni e buone pratiche, oltre a garantire ai partecipanti
l’apprendimento di tecniche a mediazione corporea e non
verbale immediatamente spendibili nei propri ambiti professionali.
Senza avere alcuna velleità propriamente clinica, il Corso
Annuale di Specializzazione in TECNICHE ESPRESSIVE A MEDIAZIONE
CORPOREA E NON VERBALE vuole essere un percorso grazie al quale
l'operatore che già lavora o il laureato che lo diventerà
acquisiscano strumenti teorico pratici che, integrati all’interno
del proprio know how specifico, garantiscano una maggiore e più
precisa occasione di professionalizzazione.
A
chi si rivolge
Questo percorso di Specializzazione è rivolto ai laureati
in ambito socio-educativo-sanitario, agli operatori della relazione
di cura e di aiuto, anche non laureati ma che già lavorino
all’interno di strutture pubbliche o private accreditate,
agli insegnanti.
Date
e orari
L’intero percorso si articola in otto momenti, collocati nel
fine settimana, a cadenza mensile: sabato e domenica, dalle 10 alle
18, da novembre 2010 a giugno 2011.
Sono previsti spazi dedicati all’approfondimento della metodologia
della progettazione dei singoli interventi, e di valutazione e supervisione
degli stessi.
I sei moduli del 2011 saranno accreditati ECM.
Alla fine dell’anno è prevista una verifica di quanto
appreso.
Primo modulo: sabato 6 e domenica 7 novembre 2010
IO, L’ALTRO, IL GRUPPO, LE RELAZIONI: UN’INTRODUZIONE
TEORICA, CON APPLICAZIONI DI DANZA E ARTETERAPIA
Spunti teorici di ordine psicodinamico, filosofico,
psichiatrico e clinico riabilitativo ci aiuteranno, in questo primo
modulo, a definire la cornice di riferimento all’interno della
quale si svilupperà, passo per passo, l’intero nostro
procedere. Intendiamo qui offrire una prima approssimazione del
modello che sosterrà ogni nostra pratica successiva, utilizzando,
anche e per maggior chiarezza esemplificativa, sessioni
di danzaterapia e arteterapia applicata.
Come il corpo si integra con la mente, come l’uno non può
(e non deve) stare senza l’altra? Come il corpo e la mente
(parola) diventano, davvero, gli strumenti del nostro esserci, del
nostro relazionarci, del nostro vivere reale? Attraverso quali interconnessioni
i due livelli si incontrano, e incontrandosi, si potenziano?
Il corpo, oltre che sede delle emozioni e luogo fisico entro cui
si ambienta ogni nostra esperienza emotiva, è anche ciò
che ci rende visibili e riconoscibili, prima di tutto a noi stessi;
il corpo è, quindi, fattore primario che tiene insieme sia
la nostra narrazione personale che, soprattutto, il nostro agire.
Di fatto non possiamo agire, e quindi essere efficaci sul mondo,
senza il corpo, ma allo stesso modo, il nostro corpo non può
stare senza la mente. E’ la successiva rielaborazione verbale
(e quindi, ‘mentale’) ciò che permette di attribuire
un senso all'esperienza, e questo, attraverso fili di narrazione
e autentica ri-costruzione; il rischio è, altrimenti, quello
di confinare l’esperienza nell’ambito ‘muto’
di una mera registrazione del vissuto a livello non verbale.
Conducono: Laura Pezzenati e Isabella Bolech
Secondo modulo: sabato 11 e domenica 12 dicembre 2010
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INTENZIONALMENTE, IN-DIFFERENZE: LABORATORIO ESPERIENZIALE DI
COMUNICAZIONE NON VERBALE
La caratteristica principale di questo laboratorio di
Comunicazione Non Verbale sarà quella di permettere ai
partecipanti di confrontarsi con percorsi esperienziali strutturati,
attraverso i quali rendere più incisive le attitudini e
le inclinazioni ad entrare in relazione, in ascolto, in comunicazione
con se stessi e con gli altri.
L'intenzione ed il proposito sono quelli di favorire, attraverso
l'esperienza diretta, una presa di coscienza di aspetti riguardanti
la Comunicazione non Verbale che, se adoperati e compresi in maniera
adeguata, favoriscono e incoraggiano la crescita di una buona
relazione.
I temi previsti sono: l'ascolto, la fiducia, l'affidamento, la
comunicazione relazionale, la gestione dell'aspetto emotivo, l'uso
pertinente di competenze e risorse, la scelta delle strategie,
la relazione di ruolo e, più in generale, tutto ciò
che riguarda l'ambito della relazione di cura e di aiuto.
Alla fine dell’esperienza, verrà definito uno spazio
di discussione, all'interno del quale riprendere, da un punto
di vista più teorico, tutti i temi emersi a partire dalla
propria esperienza personale.
Conduce: Piera Morosi
Terzo modulo: sabato 22 e domenica 23 gennaio 2011
OGNI CORPO, UNA STORIA: LABORATORIO ESPERIENZIALE DI ANATOMIA
DEL MOVIMENTO
Lo scopo di questo laboratorio è quello di approfondire
la conoscenza del corpo come entità dinamica, e di acquisire
una maggiore consapevolezza delle sue strutture e delle sue funzioni.
Respirare, camminare, andare a terra, alzarsi, ruotare, flettersi,
estendersi; e ancora, contrarre e rilasciare. Ma come avviene
tutto questo? Le ossa, i muscoli, i tessuti, come collaborano,
per permettere l’azione? Qual è il viaggio che il
corpo compie nello spazio, per portare alla verticalità?
Quale fatica, nella stazione eretta? Come è possibile riconoscere
la scelta più funzionale alla propria struttura?
Durante questo laboratorio, si proverà a dialogare col
proprio corpo, e a trarre piacere dalla sua efficienza e capacità
fisica, a scoprirne la fragilità e la forza, e forse, ad
apprezzarne la saggezza.
Bodywork, elementi di anatomia esperienziale, insieme all’ascolto
‘in presa diretta’ del corpo, saranno la cornice,
principalmente esperienziale, che ci porterà a definire
e a narrare questa nostra storia.
Conduce: Elisabetta Todisco
Quarto modulo: sabato 12 e domenica 13 febbraio 2011
LA
DANZA È POESIA GENERALE DELL’AZIONE: LABORATORIO
DI DANZATERAPIA, METODO MARIA FUX
I punti chiave della danza ci vengono, in ogni momento, dalla
vita stessa. Ogni movimento compiuto dall’uomo traccia un
suo disegno, e ha un rapporto con altri oggetti-soggetti, sia
nel tempo che nello spazio; ogni movimento ha un flusso di energia,
che chiameremo dinamica, e un ritmo. Tutti i nostri movimenti
vengono fatti per una serie di ragioni (involontarie o volontarie,
fisiche, psichiche, emozionali o istintive): senza motivazione,
non esiste movimento, non c’è ‘gesto’,
che è già intenzione e comunicazione.
Impareremo a scoprire come lo spazio e il tempo siano dimensioni
relazionali ‘situazionali’; e come lo spazio-tempo
omogenei e oggettivi della geometria acquistino senso solo a partire
dallo spazio-tempo ‘orientati’: da quelli, in una
parola, che il nostro corpo occupa, quando si trovi ad essere
ingaggiato in una relazione, quando stia per compiere un’azione.
La terapia con la danza di Maria Fux, che praticheremo, può
essere pensata come un succedersi di ‘forme’ corporee
- e per questo, emozionali, affettive, mentali - a noi consone
e ‘congruenti’, sviluppatesi a partire da ‘improvvisazioni’,
e guidate dai confini dei ‘percorsi coreografici’
proposti.
Conduce: Laura Pezzenati
Quinto modulo: sabato 12 e domenica 13 marzo 2011
VOCE, MUSICA, EMOZIONI: LABORATORIO DI MUSICOTERAPIA E VOCALITÀ
Si tratta di un modulo tutto esperienziale, che fornirà
agli operatori della relazione d'aiuto anche validi spunti da
utilizzare nell'ambito della professione: attraverso giochi di
ruolo, simulazioni ed esperienze personali, ciascuno potrà
‘comprendere’, per poi provare a utilizzare il proprio
potenziale musicale e ‘armonico’.
La voce è potente veicolo delle emozioni, e significativo
tramite per la relazione terapeutica.
La voce costruisce il gruppo, identificando, e poi provando ad
agirne le dinamiche.
L'ascolto musicale e l’utilizzo sapiente della musica favoriscono
l'emergere delle emozioni e offrono gli strumenti per dar loro
corpo e senso.
Materiali a carico di ciascun partecipante:
una benda per gli occhi (tipo mascherina da aereo, o stoffa),
due bicchieri di vetro senza gambo (no calici), un pezzo di carta
stagnola (tipo domopack), palloncini, piccoli strumenti musicali
a percussione.
Conduce: Lorenzo Pierobon
Sesto modulo: sabato 9 e domenica 10 aprile 2011
IL CLOWN CHE C’È IN ME: LA COSTRUZIONE DEL PERSONAGGIO
Che cosa significa poter indossare la maschera del ‘proprio
clown’, e così trovare nuove verità e leggerezze?
Forse, è potersi finalmente concedere, attraverso l’ironia
e il paradosso, la possibilità di uno sguardo altro, capace
di trasformare i propri limiti in risorse. E proprio da lì,
è poter sperimentare come il proprio ‘gesto’,
nell’incontro con il ‘gesto’ dell’altro,
si trasforma e si arricchisce, dando vita a nuove ‘triangolazioni’,
e a infinite possibilità di racconto. E per finire, ecco
che, forse, possiamo pensare di dare forma a tutta quanta questa
esperienza attraverso la sua messa in scena, per dare a noi stessi
e a tutti gli altri un’autentica ‘dimostrazione’
di ciò che, anche, siamo.
Attraverso il training fisico teatrale, e grazie a una sequenza
di esercizi finalizzata alla conoscenza delle proprie possibilità
corporee, in relazione allo spazio e al gruppo, arriveremo, nel
corso dell’intero modulo, a costruire e mettere in scena
il nostro personaggio, quello che di più e meglio ci rappresenta,
in questo preciso qui e ora.
Conduce: Paola Pezzenati
Settimo modulo: sabato 14 e domenica 15 maggio 2011
LA JUGGLING-THERAPY: LO SPAZIO POSSIBILE DEL ‘COME SE’
Gadamer ci insegna che, quando pensiamo di accostare gioco e opera
d'arte, diviene subito chiaro come gli autentici soggetti dell'esperienza
artistica non siano né il fruitore né l'artista,
ma il gioco stesso, visto come accadimento che si dispiega attraverso
la pratica.
La Giocoleria (Juggling-Therapy) è una tecnica terapeutico
riabilitativa che sfrutta la costante interazione tra mente e
corpo. Ed il corpo, si dà, qui, come movimento attraverso
il gioco: è con il corpo, inteso nella sua motilità
espressiva, transitiva e impressiva, che ‘raccontiamo’
della nostra ‘psiche’.
E’ attraverso il polo accomodativo dell’imitazione
e quello assimilativo del gioco che il bambino conosce e costruisce
la propria identità reale; ed è così che,
misurandosi con l’altro, impara a entrare nella dimensione
relazionale. Negli esercizi di Giocoleria, possiamo raggiungere
il nostro obiettivo di ‘abilità’ se e solo
se ci relazioniamo all’altro, inteso come ‘risorsa
offerta dal limite’: le nostre attenzione e concentrazione
debbono necessariamente farsi complementari a quelle dell’altro,
in una dimensione di stretto contatto fisico ed equilibrio; e
la finalizzazione è immediata ed esplicita: è essere,
è diventare ‘abili’!
Conducono: Antonio Caggioni e Veronica Villa
Ottavo modulo: sabato 11 e domenica 12 giugno 2011
IO, L’ALTRO, IL GRUPPO, LE RELAZIONI: CONCLUSIONI E VERIFICHE,
CON APPLICAZIONI DI DANZA E ARTETERAPIA
In quest’ultimo modulo, immaginato come vera e propria chiusura
di quel cerchio tutto corporeo e non verbale interconnesso alla
nostra mente che ci ha portato a conoscerci e a conoscere, a sperimentarci
e a sperimentare, intendiamo rintracciare quei fili rossi che
ci serviranno a tessere quelle trame che ciascuno di noi, autenticamente,
può pensare di ‘portarsi a casa’.
Più che ‘sociale’, possiamo dire che l’uomo
è ‘animale relazionale’; e questo, nella misura
assai concreta in cui non vi è corpo senza mente, non vi
è Io senza Altro, non vi è apertura senza chiusura.
E se al Me e al Te che noi siamo, si aggiunge un terzo, ecco che,
subito, è Gruppo.
Gli aspetti teorici verranno brevemente riassunti e più
puntualmente integrati con le diverse pratiche visitate e apprese;
e sessioni di danzaterapia e arteterapia applicata torneranno
a fornirci gli strumenti esperienziali, per verificare le tracce
che tutto quanto questo percorso ha depositato dentro di noi.
La danza, infatti, è quell’arte che simultaneamente
vive nel tempo e nello spazio. In essa creatore e creazione, opera
e artista, fanno tutt’uno, e il corpo che danza ha, per
questo, una valenza ‘relazionale’ e ‘culturale’.
Ciascuno di noi, danzando, parla di sé, e produce una vera
e propria ‘scrittura’ sul corpo e con il corpo. Il
compito affidato a tale ‘scrittura’ è quello
di veicolare significati e, per loro tramite, organizzare il rapporto
fra gli individui, e fra essi e la realtà che li circonda.
L’arte, da parte sua, ha piuttosto la funzione di creare
una zona di vita ricca di oggetti simbolici che contengono e comunicano
idee. Tali idee poggiano in gran parte su desideri, emozioni,
affetti e fantasie, ma la creazione dell’oggetto artistico
implica l’uso di complesse funzioni dell’Io, che impegnano
in uno sforzo supremo tutte le facoltà manuali, intellettuali
ed emotive.
La via dell’arte conduce dall’indefinito all’unico.
Al suo inizio un’opera presenta molte possibilità,
ma da quando comincia a prendere forma, questa libertà
si restringe man mano, e diventa rigore, tal che ogni singola
mossa si fa inevitabile. E’ così che l’arte
crea ordine, a partire dal ‘caos’.
Conducono: Laura Pezzenati e Isabella Bolech
I DOCENTI
Laura Pezzenati, laureata in Filosofia, è
Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica e Danzamovimentoterapeuta
Fux/Apid. Lavora come Terp in un Cps di Milano, e con la danzaterapia
ha costruito e condotto progetti e percorsi individuali e di gruppo
che hanno coinvolto pazienti psichiatrici, tossico e alcoldipendenti,
adulti. E’ socia fondatrice dell’ALTeRP (Associazione
Lombarda Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica).
E’ Docente d Danzaterapia Metodo Fux presso la Facoltà
di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi
di Milano – Laurea in Riabilitazione Psichiatrica.
E’ Coordinatrice e Docente della Formazione Triennale in Arteterapia
Clinica Vitt3 e del Corso Annuale di Tecniche Espressive a Mediazione
Corporea e Non Verbale di Lyceum. Isabella
Bolech, Psicologa, Arteterapeuta, dopo una laurea Svizzera
in traduzione e una italiana in Scienze Politiche, negli anni
’90 è approdata quasi per caso alla conduzione di
laboratori artistici per bambini. Ha quindi avviato un percorso
di nuova formazione professionale, laureandosi in psicologia e
diplomandosi in Arte Terapia presso Art Therapy di Bologna.
Ha accumulato esperienza di conduzione di gruppi di arteterapia,
in particolare nel settore dell’handicap fisico e mentale,
lavorando per cinque anni presso un Centro Residenziale per Handicap
grave di Pavia, collaborando con una struttura per handicap motorio,
e continuando l’intervento presso un centro diurno dell’ANFFASS,
dove conduce un gruppo di giovani adulti e colloqui con i genitori
in stretta collaborazione con l’équipe.
Parallelamente ha svolto e continua a svolgere attività
di formazione per vari gruppi di educatori.
Dal 2007 collabora con Lyceum con interventi di terapia nella
formazione triennale, attività di docente per il Corso
di specializzazione per Esperto di Laboratori Esperienziali e
workshop.
Dal 2002 esercita privatamente nel proprio studio di Pavia.
Piera
Morosi, è laureata in Tecnica della Riabilitazione
Psichiatrica ed è membro del Consiglio Direttivo dell’ALTeRP
(Associazione Lombarda Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica).
Conduce da parecchi anni Laboratori Esperienziali su temi legati
alla relazione d’aiuto, ed è autrice di diverse pubblicazioni
sulla teoria e la pratica della Riabilitazione Psichiatrica.
Attualmente è libera professionista Terp e consulente presso
l’Az.H. L.Sacco di Milano.
Elisabetta Todisco, è Massofisioterapista, Terapista
Shiatsu e Danzamovimentoterapeuta Fux/Apid. Tiene corsi di ginnastica
posturale, organizza e conduce laboratori di Danzaterapia con
adulti e sedute individuali di Danzaterapia nell’ambito
di progetti di Riabilitazione Psichiatrica.
E’ Docente di Anatomia Esperienziale presso la Formazione
Triennale di Danzaterapia di Aspru Risvegli Onlus, e di Danzaterapia
presso la Formazione Triennale in Arteterapia Clinica Vitt3 di
Lyceum.
Lorenzo Pierobon, musicoterapeuta, cantante e formatore
specializzato nell'uso del Canto Armonico, affianca all'attività
concertistica corsi e seminari.
Ha ideato il metodo Vocal Harmonics in Motion® che si basa
su: la respirazione, l'utilizzo di movimenti, la vocalizzazione
e la propriocezione, per fare della voce non solo un mezzo di
espressione artistica, ma anche di benessere e di ricerca interiore.
Paola
Pezzenati, ha frequentato il DAMS di Bologna –
indirizzo Spettacolo -, e seminari teatrali intensivi con il Living
Theatre, Marco Baliani e Wanda Monaco; si è diploma al
Corso Biennale di Kuniaki Ida (Metodo J. Lecoq). Ha lavorato come
attrice con la Compagnia del Teatro dell’Impasto, e come
aiuto regista con Pierr Nosari.
Si diploma alla scuola di Formazione dello Studio Dedalo (Gestione
Setting pedagogici e Consulenza), e attualmente è Educatrice
Professionale - Area minori con disagio –. Conduce Laboratori
Teatrali Esperienziali e Formativi.
Antonio Caggioni, artista di strada, è
laureato in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica presso l’Università
degli Studi di Milano. Conduce Attività Riabilitative di
gruppo di Juggling-Therapy con la grave utenza psichiatrica, oltre
a diversi laboratori con bambini e adolescenti. Ha partecipato
come relatore all’American Youth Circus Organization di
Boulder (Colorado) nell’ottobre 2008. E’ responsabile
e ideatore del sito web www.juggling-therapy.com.
Veronica Villa, è laureata in Tecnica della Riabilitazione
Psichiatrica presso l’Università degli Studi di Milano,
e attualmente lavora come Terp presso un Cps di Lecco. Ha co-condotto
un gruppo riabilitativo di Juggling-Therapy con la grave utenza
psichiatrica, e ha frequentato e frequenta percorsi di Danzaterapia,
Metodo Maria Fux.
SEDE DEL CORSO
Lyceum Formazione e Aggiornamento - VITT3, Via Vittadini, 3 - Milano
*** Sede esterna, Palestra Yama, Via Vittadini, 31 - Milano.
COSTI
E MODALITA' DI PAGAMENTO
Sono previste possibilità di pagamento rateale (ad interessi
0%) mensili e trimestrali.
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annuale.
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Chi è interessato ad avere ulteriori informazioni o voglia
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telefonandoci allo 02/36553846, scrivendo
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