
Come un cercatore di perle, o anima mia, affonda in profondità!
Affonda ancor più profondamente e cerca!
Come un cercatore di perle, o anima mia, senza stancarti, persisti
e persisti ancora,
affonda in profondità, sempre più in profondità,
e cerca!
Coloro che non sanno il segreto ti derideranno, ma tu non scoraggiarti,
o pescatore di perle,
o anima mia!
(Swami Paramananda - poeta mistico indù)


Programma
Il
processo creativo terapeutico dei pazienti dipende dalla capacità
e conoscenza del terapeuta, dei metodi adatti al sostegno necessario
allo sviluppo della creatività insita nel paziente. Alla
sua capacità di sostenere, e contenere i "dolori",
causa primaria del disagio dei pazienti; e di liberarli dal
timore di non sapere fare, o di essere letti attraverso i disegni.
Durante questa mia attività, ultra trentennale, m’è
capitato spesso che i miei pazienti mi chiedessero di leggere
i loro disegni, ma tranne alcuni rari, rarissimi casi, mi sono
resa conto fin da subito che la domanda celava una provocazione:
La paura di essere letti.
L’adolescente che soffre di un disturbo di personalità,
che è stato oggetto di letture “sulla personalità”
piuttosto frustranti fin dall’infanzia, ha imparato a
difendersi dagli illusionisti, e provoca per sondare l’onestà
terapeutica del terapeuta.
L’opera d’arte evoca sensazioni e sentimenti che
possono allontanare l’osservatore dall’autore, fino
a fargli credere che quello che lui vede e sente, quello soltanto,
è la vera anima dell’autore.
Imparare a riconoscere il nostro dolore, quello del terapeuta,
per riconoscere il dolore autentico del paziente richiede studio,
osservazione, introspezione. Un lavoro, quindi, di “vigilanza
attenta” sui pregiudizi che potrebbero inquinare la percezione.
“ Il terapista d’arte
opera come un artista ed educatore capace di modificare i suoi
metodi di lavoro secondo la patologia e le necessità
del paziente”. Ha una preparazione che gli consente di
valutare il comportamento e la produzione del paziente e di
interpretare le sue osservazioni all’equipe terapeutica
(Edith Kramer – Arte come Terapia nell’Infanzia,
La Nuova Italia, pagg. 30).
Leggersi dentro, riconoscersi nelle proprie resistenze, sarà
il viaggio che affronteremo in un percorso creativo liberatorio,
non verbale.
Rielaborato verbalmente in modo introspettivo, volto a riflettere
sui vissuti personali e di gruppo.
Dalla sperimentazione libera dei diversi materiali, alla riflessione
sulla potenzialità evocative emersa da ogni singolo materiale
utilizzato di volta, in volta.
Dal lavoro di gruppo per “costruire nella condivisione”,
alla elaborazione dei vissuti; allo scarabocchio, (Winnicott)
presa di coscienza del sé e delle proprie capacità
empatiche.
Dal racconto del sogno fonte di teatro dell’immaginario
collettivo, all’empatia , ascolto guidato, quale eco necessaria
a non disturbare il sogno.
“…Questo
Sogno, Khan, è una dichiarazione. Niente di più.
Perché lo ha fatto? Avrebbe potuto dirlo chiaramente
a se stessa.”- “E’ davvero così?”
– Sì, proprio così, Khan,. Alla gente piace
sognare! Non è una novità. Ho visto più
di settemila bambini. Alcuni arrivano sognando e corrono a casa
sempre sognando Il compito clinico è allora quello di
non disturbare il sogno, non quello di dare la tua interpretazione.”
Winnicott aveva messo l’accento sulla tua, parlando in
modo circospetto. (M.Masud R.Khan –Trasgressioni –
Bollati Boringhieri. Pagg. 64)
Sperimentazioni verbali e non verbali in un clima protetto di
non giudizio. Spazio relazionale entro cui ogni partecipante,
guidato, potrà misurarsi con l’altro, e attraverso
l’altro prendere coscienza di sé, in un confronto
liberatorio e costruttivo.
Conduttrice
Bianca
Maria Pasolli.
Specializzata in Arte Terapia Torino, laurea conseguita presso
"Il PORTO associato alla NEW YORK University”.
Per oltre un ventennio ha lavorato sul disagio giovanile e sulla
tossicodipendenza, conducendo incontri bisettimanali di Arte
come Terapia su gruppi residenziali in due Comunità Terapeutiche
per la Tossicodipendenza.
Ha condotto gruppi privatamente e di formazione e aggiornamento
per vari Comprensori, Circoli Didattici, Università,
Asili Nido e Scuole per Operatori.
Come relatrice ha partecipato a diversi convegni e seminari
nazionali.
Dal
luglio 2001 fa parte del gruppo docenti della scuola di formazione
Lyceum.
Date
Sabato 19 e domenica 20 giugno 2010 dalle 10 alle 17
Costo
Il
costo di € 90 comprende assicurazione R.C. e i materiali.
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Attestato
Verrà
rilasciato un attestato di frequenza a tutti i partecipanti.
Lyceum è un Ente Qualificato dal MPI per la formazione
del personale della scuola ai sensi del D.M. n.177/2000, articoli
2 e 3 e successivo rinnovo con lettera della Direzione Generale
per il personale della scuola Ufficio VI - del 9/6/2005 prot.
N. 1013.
Per
informazioni ed iscrizioni
Tel.
02/36.55.38.46 - clicca qui
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