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Programma
Un laboratorio esperienziale che utilizzerà sia il gesto vocale che il gesto segnico per attraversare i temi del corpo immaginario, simbolico e reale. La giornata proporrà una incursione e un approfondimento dei legami che il corpo intrattiene col fare artistico, preso sia nel gioco vocalico che nel disegno a tema.

Il tema del disegno saranno i piedi, punto focale del trovare un posto simbolico per ciascun soggetto e vero punto d’appoggio di ciascuna emissione vocale. Il movimento dei piedi – così come il nostro modo di camminare - rappresenta lo stile con cui ciascuno di noi ha elaborato un suo ancoraggio, il modo in cui ciascuno di noi interpreta il suo corpo nello spazio e il suo posto, anche fisico, da cui poter prendere la parola. Non è raro vedere esseri umani che hanno quelli che chiamo “piedi volanti”: sembrano esseri sospesi, psichicamente fluttuanti come non fossero ancora nati o come anime in fuga pronte a spiccare il volo quando la relazione si fa troppo presente. Nella emissione della voce i piedi devono avere radici altrimenti non c’è sostegno del suono nonostante tutte le tecniche diaframmatiche che si possono mettere in atto. Emettere la voce è, prima di tutto, un atto psichico.

Il laboratorio di sperimentazione vocale non necessita di conoscenze di base sulla voce e sulla sua emissione, ma la voce sarà usata come strumento espressivo e creativo attraverso situazioni esperienziali guidate, singole e di gruppo.
La voce è il corpo sia perché è emessa a partire dalla postura, sia perché i disagi del corpo hanno un riverbero nella voce (si ricordi il racconto “Il re stonato di Calvino” immobilizzato nel trono). Blocchi del corpo riverberano nei blocchi del vocalico. Il reale della voce (suono) è legato al simbolico della voce (parola) e all’immaginario della voce (melodia). Così come il corpo reale (risonante) è legato al corpo immaginario (immagine del corpo) e al corpo simbolico (postura e occupazione dello spazio). A ciascuno di questi tre livelli può presentarsi un salto, una interruzione che, come tale, ha significazioni sul piano intimo e soggettivo.

La comunicazione non verbale, originaria, nasce nel valore della voce, la quale non è solo mezzo e veicolo della parola, ma già simbolica nel suo suono.
Il laboratorio sarà un momento di approfondimento della relazione di ciascuno con la sua vocalità e con il proprio gesto artistico e di tessitura di legami con gli altri. Chi vocalizza insieme stabilisce un ponte umanizzante. La voce e il segno danno forma all’angoscia spaesante dell’uomo.

Conduttrice: Laura Pigozzi

Insegnante di canto e di improvvisazione vocale, teorica della voce, filosofa e saggista. Fondatrice del Non Coro di Milano, Conduttrice del canto in gravidanza Ospedale San Paolo Milano, nell’ambito delle Giornate in Rosa, Curatrice del blog Rapsodia. Autrice dei libri: A nuda voce (2008), Voci smarrite (2013), Chi è la più cattiva del reame? (2012, tradotto in Francia da Albin Michel nel 2016), Mio figlio mi adora (nottetempo 2016). Membro associato di ALIPSI (Associazione Lacaniana Italiana di Psicoanalisi), Milano. Membro della Fondation Européenne pour la Psychanalyse, Paris.

Date e orari: Domenica 15 gennaio 2017 dalle 10.00 alle 17.30
Il Workshop si terrà presso la sede di Lyceum di Via Calatafimi, 10 a Milano


Per ulteriori informazioni
: Tel. 02/36.55.38.46 - formazione@lyceum.it



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