Sbocchi professionali e gli ambiti di intervento

Il Danzamovimentoterapeuta può trovare ampi sbocchi professionali nella prevenzione, nell’educazione, nella riabilitazione, e più in generale, in ogni ambito clinico. Ciò può attuarsi nel contesto di Servizi Pubblici (CSE Centri Socio Educativi, RSA Residenze Socio Assistenziali, CPS Centri Psicosociali, NOA Nuclei Operativi Alcologia, SERT Servizi Tossicodipendenza, UONPIA Unità Operative di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza, eccetera), o presso Servizi Privati, convenzionati o meno, quali Cooperative Sociali, Fondazioni, Associazioni, eccetera.

La Danzaterapia Clinica offre, attualmente, un ampio spettro di applicazioni, intervenendo, in termini non verbali, su problematiche e situazioni esistenziali della persona, lavorando anche solo a livello di sostegno emotivo e relazionale. Con questa precisazione, si intende evidenziare la possibilità di avviare percorsi danzaterapeutici anche nell’ambito della prevenzione – come, ad esempio, quando si interviene sullo sviluppo della creatività dei bambini, o sulle conflittualità del periodo adolescenziale, o sulla qualità della vita dell’adulto –, e non solo nell’intervento più squisitamente clinico e terapeutico.

L’intervento tramite il movimento, la danza, e la relazionalità che ne scaturisce, può essere una buona soluzione, per coloro che non intendano, o non possano, affrontare una psicoterapia, quali, ad esempio, le persone in fase di pensionamento e di post menopausa, per le quali può non essere proponibile affrontare un’ipotesi di cambiamento radicale, ma solo una valorizzazione delle potenzialità già acquisite. Così come, può essere una buona soluzione di orientamento, per coloro che ancora non abbiano individuato con precisione i termini e i nodi del proprio malessere. In tutti questi casi si tratta, quindi, di percorsi non propriamente terapeutici, ma che, grazie all’utilizzo di strumenti non verbali, possono avere grande incidenza sullo sviluppo e sull’equilibrio della persona.

In ambito clinico, la Danzaterapia Clinica può configurarsi come intervento d’elezione, in tutte quelle situazioni in cui una terapia verbale non sarebbe proponibile, né accessibile. E cioè, nelle utenze che presentino deficit, o riduzione delle capacità di insight. In questo caso, ci si riferisce alle patologie relative all’insufficienza mentale, alla demenza, alle patologie organiche, a particolari fragilità dell’Io, alle gravi patologie psichiatriche, alla difficoltà di controllo degli impulsi. Sono da includersi, in questa fascia di intervento, anche le persone con scarsa capacità di comunicazione verbale di qualsiasi tipo: afasia, sordità, mutacismi.

Inoltre, l’intervento danzaterapico può essere multiassiale, e quindi avvenire parallelamente a una psicoterapia, o a un intervento psichiatrico e riabilitativo. I diversi specialisti, in questo caso, collaborano fattivamente all’integrazione dei percorsi. La Danzaterapia Clinica è in grado, infatti, di far agire il paziente, di metterlo immediatamente in relazione con sé e con gli altri, e di far emergere ricordi, emozioni e vissuti, attraverso il linguaggio simbolico del corpo, della musica, delle immagini. Questo materiale, molto carico emotivamente, può venire concretamente ‘trasportato’ e rivisitato verbalmente, anche negli altri e diversi ambiti terapeutici. Questi interventi in parallelo sono molto indicati in patologie complesse, e che caratterizzano fortemente questo momento storico-sociale, come, ad esempio, i gravi disturbi di personalità, i disturbi alimentari, le dipendenze (alcol, droghe, cibo, internet), la grave patologia psichiatrica.

 

Lyceum - Associazione Culturale per la Formazione e l'Aggiornamento - Via Calatafimi, 10 - 20122 Milano - P.IVA 02742460161