Le Origini del Metodo ARTLab™

LE ORIGINI

DEL METODO "ARTLab"


I Laboratori Esperienziali ArtLab si ispirano al metodo utilizzato da Friedl Dicker-Brandeis nella conduzione dei laboratori artistici rivolti a bambini e adolescenti nel Campo di smistamento di Terezin e agli studi e alle osservazioni di Elena Makarova che ha ricostruito la vita di Friedl e ha riportato alla luce la sua opera, cercando di tratteggiare, di ripercorrere e interiorizzare le linee metodologiche dei suoi interventi con i bambini. Elena Makarova propone tali laboratori in tutto il mondo, a bambini e adulti. Il metodo ArtLab tiene in considerazione anche le riflessioni, l’esperienza e la ricerca di molti arteterapeuti ed artisti conduttori di laboratori artistici, ma anche di creativi che operano in ambito musicale, narrativo, teatrale, di danza e movimento ed espressivo in genere.


Friedl Dicker Brandeis

Friedl nasce a Vienna nel 1898 da una famiglia ebrea di umili condizioni.
Nel corso dei suoi studi artistici incontra maestri d’arte d’eccezione come Franz Cizek, ideatore di un programma di insegnamento artistico rivolto all’infanzia, prima forma di pedagogia attraverso l’arte.
Friedl sente fortemente anche l’influenza di Johannes Itten, che nelle sue lezioni d’arte si propone, innanzitutto, la crescita spirituale dei suoi allievi, coinvolgendoli non soltanto in una ricerca artistica, ma anche sul piano della respirazione, del movimento, della vocalità, della relazione tra i pari.
Da Itten, Friedl impara che l’arte può tessere un legame con la parola, il suono, la forma, il colore, il gesto, per partecipare ad una più generale armonia.
E’ talmente forte l’ascendenza che Itten ha su Friedl che lei decide di seguire il maestro in Germania dove lui viene chiamato ad insegnare presso la Bauhaus, scuola di grande innovazione nel campo dell’arte, dell’architettura e del design, ma che promuove, anche, ideali democratici e di giustizia sociale.
Friedl si specializza nel campo dell’arte tessile e della fotografia e incontra insegnanti d’eccezione che diverranno figure di primo piano nella cultura europea di quei tempi, Klee, Kandinsky, Gropius…

Friedl, dopo aver concluso gli studi, apre un negozio di belle arti e sembra avere una brillante carriera artistica, ma parallelamente, essendo molto sensibile agli ideali di uguaglianza sociale, si impegna in una strenua opposizione al dilagare del nazismo crescente in Europa.
Rientra a Vienna e inizia a collaborare con il Partito Comunista dedicandosi ad un’attività politica clandestina che la porta ad essere arrestata e a subire alcuni violenti interrogatori e diversi mesi di prigionia.
Nel 1934 emigra a Praga, a quei tempi rara roccaforte democratica in un’Europa invasa dal nazismo. Qui, dal 1934 al 1938, diventa insegnante d’arte per i bambini del ghetto di Praga, dove ha modo di osservare come i suoi piccoli allievi utilizzano l’arte per far fronte alla discriminazione e al sopruso vissuti ogni giorno e per elaborare i traumi, i lutti e le violenze che alcuni di loro si trovano a subire.
Edith Kramer, pioniera dell’arteterapia, a quei tempi è una sua giovane allieva e l’accompagna in questa attività che rimarrà per lei un’esperienza formativa di grande importanza.

Dopo un periodo di durissime restrizioni dovute alle sempre più rigide leggi razziali che limitano la sua vita, nel 1942 Friedl viene deportata nel campo di transito di Terezin, dove diventa insegnante d’arte per centinaia di bambini allontanati dalle loro famiglie e ricoverati presso i dormitori infantili del campo.
A Terezin, con i suoi laboratori artistici, Friedl si pone l’obiettivo di riequilibrare il mondo emozionale dei bambini, devastato dagli eventi. Utilizza tutti gli insegnamenti appresi dai suoi insegnanti per facilitare in loro lo sviluppo della concentrazione e riequilibrare la respirazione, compensando la loro confusione di spazio e di tempo.
Per i bambini deprivati di Terezin la lezione d’arte diventa qualcosa di indispensabile che li mette in contatto con le proprie parti più vitali.
Friedl si rende conto dell’effetto che l’esperienza artistica ha sui bambini e inizia a scrivere le sue osservazioni circa il valore terapeutico del lavoro artistico con l’infanzia, proponendosi di pubblicare i propri studi non appena fosse terminata la guerra.
Friedl fa anche un importante lavoro di catalogazione dei disegni, li data e annota su ognuno il nome e l’età dell’autore. Conserva, quindi, i disegni in alcune valigie che nasconde in modo così accurato che verranno trovate soltanto molto tempo dopo la sua morte.

Friedl Dicker Brandeis viene trasferita ad Auschwitz e uccisa nelle camere a gas il 9 ottobre 1944.
I disegni dei bambini realizzati a Terezin sono attualmente conservati al Museo Ebraico di Praga e sono ormai famosi in tutto il mondo.
Non così riconosciuta è l’opera di Friedl Dicker-Brandeis e il suo intervento, primo esempio di sostegno e aiuto attraverso l’arte per bambini sottoposti a situazioni traumatiche.
Le ricerche, gli studi e le pubblicazioni più importanti sul lavoro di Friedl Dicker Brandeis provengono da Elena Makarova, docente Lyceum.


ELENA MAKAROVA
Artista, critico d’arte, scrittrice di prosa, storica, biografa, autrice di documentari e curatrice di mostre. Nata a Baku, in Azerbaijan, ha vissuto a Mosca, dove insegnava arte ai bambini di una scuola sperimentale. Trasferitasi in Israele nel 1990, ha lavorato come insegnante d’arte al Museo d’Israele a Gerusalemme.
Considera ispiratrici e maestre Edith Kramer e Friedl Dicker Brandeis.
A Friedl Dicker Brandeis, ha dedicato molti anni di lavoro e di studio ricostruendo la particolare metodologia da lei utilizzata nei laboratori d’arte rivolti all’infanzia e tenuti nel campo di smistamento di Terezin. Alla stessa artista ha dedicato una biografia dal titolo “Friedl-Dicker-Brandeis. Una vita nel nome dell’arte e dell’insegnamento”, pubblicato nel 1999 in tedesco e tradotto in inglese, ceco, francese e giapponese e un romanzo biografico in lingua russa dal titolo “Friedl”, pubblicato nel 2012.
Ha al suo attivo circa 50 titoli, pubblicati con alcune Case Editrici russe, i cui temi toccano l’arte e la storia dell’Olocausto ed includono volumi in prosa, quali la raccolta di racconti tradotti anche in lingua italiana “Le erbe di Odessa” (Edizioni La Tartaruga).
Docente Lyceum della Formazione in Laboratori Esperienziali ArtLab di Lyceum, vive e lavora in Israele.

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